Carmen al teatro Municipale di Piacenza
Piacenza, 05 Febbraio
Dramma lirico in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy dall’omonima novella di Prosper Mérimée
Musica di GEORGES BIZET
Maestro concertatore e direttore JURAJ VALČUHA
Regia MICHA VAN HOECKE
CORO LIRICO AMADEUS – FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI MODENA
ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA
PROGRAMMA DELLA SERATA
Ore 15,00 partenza dalla stazione delle corriere di Imola, pensilina 1, alla volta di Picenza.
Ore 20.30 inizio dell’opera. Rientro al termine dello spettacolo.
Quota di partecipazione in POLTRONE DI PLATEA: € 95.00
La quota comprende: viaggio in pullman G.T. da Imola; biglietto di ingresso per assistere allo spettacolo in sistemazione di platea; costi di prenotazione e prevendite; assistenza di Clalys in corso di viaggio; assicurazione medico/bagaglio.
La quota non comprende: pasti, mance, extra in genere e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.
ISCRIZIONI: DA SUBITO E NON OLTRE IL 28 NOVEMBRE
L’iscrizione è effettiva con il versamento di un acconto di € 50.00
…SUL TEATRO…
Il Teatro Municipale di Piacenza, inaugurato nel 1804, fu progettato da Lotario Tomba per una società di nobili piacentini. La sala – che conta oltre 1000 posti, fra platea, due ordini di palchi, due di galleria e uno di loggione – ha un impianto generale in stile neoclassico che ricorda la Scala di Milano. Tuttavia, diversamente dal progetto del Piermarini per il teatro milanese, che predispose la platea a forma di ferro di cavallo, Tomba progettò una pianta a tre quarti di ellisse, ritenendo tale impianto più rispondente alle leggi dell’ottica e dell’acustica. In origine l’allestimento interno del Teatro Nuovo era neoclassico, ma dopo poco più di vent’anni, nel 1830, le decorazioni richiesero un restauro e il nuovo allestimento venne affidato ad Alessandro Sanquirico, scenografo della Scala. I palchi si uniformarono anche internamente: vennero dipinti tutti d’azzurro e decorati con stelline dorate. Sempre nel 1930 fu costruita la facciata, ma il suo aspetto attuale è frutto della rielaborazione che Sanquirico fa dell’idea iniziale del Tomba, ridimensionando l’influsso neoclassico. L’antiportico, presente anche alla Scala, è un elemento di carattere funzionale: riparava i signori che si affrettavano a entrare in teatro e le carrozze vi si fermavano sotto, come dimostrano i resti delle trottatoie.


